Jean Monnet, La prima seduta dell’Assemblea Comune

Il compito che dovremo assolvere insieme, per la prima volta nella storia d’Europa, sarà quello della creazione di un mercato unico di 155 milioni di consumatori fra sei paesi che erano fino adesso separati. E’ vero che questo mercato comune, all’inizio, non verrà organizzato che per il carbone e l’acciaio, ma è anche vero che l’economia dei paesi dipende in larga misura da questi prodotti.

Le industrie della Comunità hanno prodotto l’anno passato 230 milioni di tonnellate di carbone e quasi 40 milioni di tonnellate di acciaio. Sicché ogni abitante della Comunità ha disposto in media di due volte meno di carbone e di acciaio che i cittadini degli Stati Uniti. Nello intraprendere la creazione di questo vasto mercato europeo per il carbone e l’acciaio, altrettanto importante di quello degli Stati Uniti, elimineremo gli ostacoli che intralciano lo sviluppo della produzione, daremo agli industrian la possibilità di intraprendere una produzione di massa, lavoreremo per la realizzazione di condizioni migliori onde elevare il livello di vita degli Europei in modo che tale livello possa progressivamente equipararsi a quello che sull’altra sponda dell’Atlantico hanno già raggiunto i discendenti degli emigrati venuti dalla vecchia Europa. Miglioreremo particolarmente le condizioni di vita di un milione e mezzo di lavoratori adibiti alle miniere e alle officine della Comunità.

Al fine di raggiungere questi obiettivi noi siamo stati incaricati di ehminare le restrizioni all’importazione e gli ostacoli doganali, di far sparire le organizzazioni dei cartelli, di impedire preventivamente le concentrazioni eccessive di potere economico. La creazione di questo mercato unico, senza barriere, senza discriminazioni, senza predomini, sarà la garanzia che le risorse verranno sfruttate in comune, che le industrie potranno ottenere parità di condizioni per i rifornimenti e per gli sbocchi, che i consumatori potranno attingere, su un piede di uguaglianza a tutte le risorse della Comunità, in modo che la produzione si sviluppi nelle condizioni più favorevoli e possa venire utilizzata nel modo più vantaggioso per i comuni interessi. Costituita dal 10 agosto scorso, l’Alta Autorità si è messa all’opera senza indugio, per preparare tutte le misure necessarie all’istituzione di questo mercato comune. Esse sono al tempo stesso molteplici e complesse. Ve ne indico alcune fra le più urgenti.

L’Alta Autorità deve già sin d’ora orientarsi circa gli approvvigionamenti e i bisogni della comunità per stabilire in quale misura è necessaria una ripartizione delle risorse per l’inizio del 1953, e in quale modo la sua azione in tale campo potrà coordinarsi con quella dell’Organizzazione Europea di Cooperazione Economica. Debbono essere condotte trattative che permettano di sopprimese i diritti doganali e i contingenti tra i sei Paesi senza che altri Stati rivendichino il beneficio di queste disposizioni invocando la clausola della nazione più favorita.

L’Alta Autorità inizierà con i Governi l’esame delle disposizioni legislative e regolamentari, principalmente nel settore delle imposizioni fiscali e in quello della fissazione dei prezzi, che rischierebbero di falsare la concorrenza nel mercato comune. Una Commissione sta per essere convocata perchè proponga le misure necessarie ad eliminare le discriminazioni nel campo dei trasporti. Il Comitato Consultivo, composto dei rappresentanti dei produttori, dei lavoratori, dei consumatori e dei commercianti, sarà costituito al più presto. Lavoreremo con la collaborazione dei Governi, delle imprese, dei lavoratori, dei consumatori e delle loro associazioni. Nell’organizzazione delle nostre strutture siamo decisi a creare soltanto un apparato amministrativo il più ridotto possibile, ricorrendo invece nella maggior misura alle cognizioni e all’esperienza accumulate all’infuori di noi, nei diversi paesi, dai capi di impresa e dalle loro associazioni, dai dirigenti dei sindacati e dalle organizzazioni internazionali.

In occasione della sessione di gennaio vi presenteremo il primo quadro che sarà stato tracciato della situazione di insieme della nostra Comunità : nostro obiettivo sarà, non di accumulare le statistiche, ma di fare il punto sulle condizioni delle nostre industrie e sulle loro prospettive future nell’insieme delle nostre economie e dei mercati mondiali, in modo da dare, a tutti coloro che partecipano alla vita della Comunità, una veduta comune, atta a guidare la loro azione.

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